Il Diario del Tabià
Un dono che non dimenticherò
Ci sono momenti che ti arrivano dritti al cuore, senza preavviso.
Uno di questi è successo qualche settimana fa, grazie a una bambina speciale.
Un giorno, mentre eravamo insieme, Sharon Rattin mi guarda e mi chiede con una naturalezza disarmante:
“Barbara, hai il Libro Ospiti per la tua Baita?”
Io sorrido e le rispondo:
“No Sharon… non ce l’ho.”
Non ci avevo ancora pensato, presa da mille altre cose in questa nuova avventura del Tabià Stalon e delle mie “Vacanze in Baita”.
La conversazione finisce lì, almeno per me.
Per Sharon no.
Il giorno che non mi aspettavo
Dopo un paio di settimane, eccola arrivare con qualcosa tra le mani.
Me lo porge senza dire troppo, con quegli occhi luminosi che solo i bambini hanno quando sono fieri di ciò che hanno fatto.
Era un diario.
Il nostro Diario del Tabià.
Creato da lei, a soli nove anni.
Decorato, curato, pensato… un lavoro fatto con una dedizione che mi ha lasciata senza parole.
Mi sono emozionata tantissimo.
Non me lo aspettavo.
Un gesto così puro, così spontaneo, così pieno di affetto… credo sia uno dei regali più belli che abbia mai ricevuto.
Le prime pagine, la prima fiducia
Questo diario speciale è stato inaugurato dai miei primissimi ospiti.
Le persone che per prime hanno creduto in me, che mi hanno dato la spinta per iniziare questa piccola attività, che piano piano sta crescendo e facendomi sentire ogni giorno più grata.
Hanno scritto le prime pagine con parole semplici ma piene di significato: il silenzio del bosco, la pace, l’accoglienza, i ricordi che porteranno a casa.
Leggerle mi ha fatto capire che questa non è solo una casa nel bosco: è un luogo che lascia qualcosa.
Una casa che raccoglie storie
Ora il Diario del Tabià è lì, pronto ad accogliere i pensieri, le emozioni e le firme di chi passerà di qui.
Mi piace immaginare che, col tempo, diventerà un piccolo scrigno di ricordi: pagine vissute, abbracciate dal legno, dai profumi di montagna, dalla luce che entra al mattino.
E so che ogni volta che lo aprirò, mi ricorderò di quel giorno in cui una bambina di nove anni mi ha insegnato che i gesti più grandi, a volte, arrivano da mani piccole.
Grazie di cuore, Sharon.
Questo diario è molto più di un libro: è un pezzo di Tabià che porterò sempre con me.
