Un cielo che si lascia guardare
Il fascino delle stelle dal Tabià Stalon
Ci sono notti, qui al Tabià, in cui il silenzio diventa così profondo da sembrare un invito.
Esci sulla terrazza, fai due passi nel prato e ti accorgi che il buio non è davvero buio: è una coperta di stelle, fitta e gentile, che da queste montagne sembra scendere più vicina.
Lontano dalle luci dei paesi e immerso nel bosco, il Tabià Stalon è un piccolo osservatorio naturale.
Basta alzare gli occhi per vedere la Via Lattea danzare, scie luminose che attraversano il cielo e costellazioni che qui ritrovano la loro voce antica.
In una notte estiva, uno dei nostri ospiti, Fabrizio Giorgi, ha portato con sé non solo il suo sguardo, ma anche la sua macchina fotografica.
E ci ha donato un tesoro: tre scatti che sembrano raccontare ciò che spesso le parole non riescono a contenere.
Il Sagittario e il cuore della Via Lattea
Una parte del cielo che sembra respirare.
Nella foto della costellazione del Sagittario, la Via Lattea brilla più forte, come se da lì arrivasse un richiamo lontano. Tra luci morbide e velature scure, si intuisce un cielo vivo, in cui nascono stelle nuove e si intrecciano storie vecchie quanto il tempo.
La Nebulosa Pipa
Qui il buio prende forma.
Disegna una figura sottile e misteriosa, come un’ombra che passa tra le stelle. La Nebulosa Pipa sembra quasi un segno lasciato dal cielo: un piccolo segreto sospeso sopra il Tabià, visibile solo a chi sa osservare con calma.
Cassiopea e il suo zig-zag brillante
In questa foto, Cassiopea è elegante e riconoscibile, con la sua forma che assomiglia a una “M” distesa tra le montagne. È attraversata dalla Via Lattea e accanto a sé custodisce un’altra meraviglia: un accenno della Galassia di Andromeda, un viaggio lontanissimo che inizia proprio sopra la nostra testa.
Queste immagini non sono solo fotografie: sono un promemoria.
Ci ricordano che, anche solo per una notte, possiamo sentirci parte di qualcosa di immensamente più grande.
Un grazie speciale a Fabrizio Giorgi, che con la sua sensibilità e il suo sguardo attento ha regalato al Tabià Stalon un piccolo pezzo di universo.
Un dono luminoso, da condividere con chiunque scelga di perdersi – e ritrovarsi – sotto questo cielo.
